giovedì 7 settembre 2017

Pittura: Uliano Guizzardi


Nato a Modena il 04/05/53 residente a Bomporto.
Cresce a Modena dove in giovane età si avvicinerà all’arte del disegno a carboncino e ritratti a matita, solo intorno agli anni ‘80 intraprenderà la via della pittura ad olio partendo da stili ritrattistici e naif per poi imboccare la via del surrealismo che meglio lo rappresenta; suo grande Maestro Ispiratore Salvador Dalì.
Pittore molto attivo dell’hinterland modenese partecipa ad importanti eventi e organizza mostre fino ad approdare alla biennale di arte contemporanea nella capitale con alcune delle sue opere.
L'attualità è la figura predominante dell'espressione artistica di Uliano, studiata per rappresentare la società che ci circonda . I soggetti delle sue opere sono personaggi reali che animano paesaggi surreali, i quali attraverso l'uso sapiente dei colori, ricreano le immagini di memorie passate e fantasie future. L'effetto tridimensionale di alcune opere non vuole solo stupire o focalizzare l'attenzione, ma vuole ribadire che con tanta fantasia  la pittura TRADIZIONALE può ancora farla da padrona.

Generazioni a confronto, 2006, 100x60, olio su tela

di Michele Fuoco
E' racconto vivo l'opera di Uliano Guizzardi. Racconto che si fa riflessione sulle vicende della vita dell'uomo e sulla situazione dell'arte contemporanea. I differenti materiali (poliuretano, gomma siliconica,plastica, masonite, plexiglas, cartapesta....) spesso si intrecciano, trovando una coesistenza pacifica, per farsi narrazione e, talvolta anche cronaca quotidiana. Una narrazione organizzata in uno spazio dinamico, quello della tela, dove il colore è solo uno degli elementi dell'opera che accoglie altre materie e oggetti (manichino, specchi, inserti di natura diversa) privi di storia, capaci di acquistare una conformazione e un senso del tutto nuovo.

Ginnastica ritmica, 2012, 70x50, olio su tela

Materiali che vengono manipolati ad arte on grande perizia, modellando un'opera tra pittura, scultura e persino installazione. Gli oggetti non danno mai l'idea di un informe accumulo, ma diventano moduli compositivi nel rapporto tra loro trovando risonanza e valore nella mediazione del colore. Si determina una complessa struttura che amalgama tutta un iconografia di materiali e oggetti antichi e nuovi, fusi in una unitaria immagine pittorica, ricomposta nei suoi inediti significati. In un ricco tessuto di motivi differenti si afferma il concetto di salvaguardia della pittura del passato, con la Venere di Botticelli che fugge dal quadro e a stento viene trattenuta dal manichino al quale è ridotta la figura dell'artista del nostro tempo. 

Un arlecchino, 2011, 70x130, olio su tela con manichino in poliuretano

Forte è anche il richiamo al ritorno all'arte figurativa che sa conservar la buon misura, la moderazione, la qualità dell'immagine (Gioconda) in un avvertito operare antico. Troppe le avventure creative negli ultimi decenni che, nel nome della “modernità”, predicano nel vuoto e portano le immagini a paradossali sviluppi segnici che evidenziano l'inesattezza di certe soluzioni formali e linguistiche che, nell'assenza di significati palesi, amano definirsi operazioni concettuali, pretendendo di giustificarne gli scarsi esiti. 

Yang  Yin, 99cm di diametro, olio su tela con fondo in rilievo

Per questo la pittura, come come esperienza non slegata dalla tradizione (ecco allora la “Creazione” per un omaggio a Michelangelo), ha acquistato e acquista sempre più di una forte ragione di esistenza, per una rappresentazione che non abbia nulla di improvvisato, ma di meditato, sappia elaborare un progetto il cui valore risieda nel risultato finale, e trovi diverse strategie di composizione, restando testimonianza del tempo. E l'opera di Guizzardi sostiene il rapporto con la vita, ama fondere le esigenze dell'arte nell'esistenza, aderendo alla realtà di ogni giorno indagata da diversi punti di osservazione: dall'incombente minaccia atomica allo sfrenato consumismo e all'insensato godimento del presente; dal boomerang del disastro ambientale causato dai rifiuti che si annidano dappertutto anche quando la natura pare manifestarsi rigogliosa, alle incontrollate azioni dei ragazzi (con Vasco Rossi) di cui sono, in parte responsabili i genitori; dall'illusione di una possibile ripresa economica (ottobre 2009) al crac finanziario personificato in America dalla statua della Libertà che tenta il gesto estremo del suicidio.

Il sacrificio del trovatore, 2013, altezza 170cm, statua in poliuretano e acrilico  

L'arte non può sottrarsi ad un'analisi approfondita dei problemi sociali, nelle variazioni di un metodo sistematico di realizzazione dell'opera all'interno di un vigile controllo ,di un agire consapevole, costruttivo. Non solo la pittura ma anche i materiali sembrano avvertire il tumulto della vita, acquistando possibilità narrativa. Il colore incontra elementi materici, dilatando la pittura in forma scultorea. Quasi spregiudicata, in un processo misurato di sovrapposizioni, la manipolazione degli oggetti che l'artista impiega, persino in chiave ironica, con instancabile sperimentazione, buonsenso, curiosità; rimettendo in discussione gli stessi confini fra i linguaggi. Risulta sorprendente la complessità e l'associazione di particolari, tra il figurativo e l'astratto, passando dall'immagine concreta anche di dettagli ingranditi a ritmi geometrici. Immagini dinamiche, fisiche e inconfutabilmente nuove, che non negano la capacità penetrante di rappresentazione e la dimensione conoscitiva.