mercoledì 13 settembre 2017

Zone di Modena - Adelarda





conte Luigi Francesco Valdrighi - Dizionario Storico-Etimologico delle contrade e spazi pubblici di Modena, 1880

Contrada Adelarda - Dalla Piazzetta di S.Barnaba alla Contrada S.Agostino.
E' una denominazione che le pervenne dalla famiglia Adelardi, una delle 40 nobili e potenti di porta Cittanova, che in antico v'ebbe le sue case. La famiglia Marcheselli o di Marchesella era in Ferrara principale fra Guelfi ed emula perciò de' Torelli, e fu detta anche Adelarda e Bulgara perché sino dal 500 avanti al 1000, discendente da Fermando Adelardo di nazione bulgara. Estinto il ramo capostipite della famiglia poco dopo il 1000, il primato guelfico passò alla casa d'Este, assieme a strabocchevole eredità. Dopo questo evento rimase un ramo collaterale, quello degli Adelardi, che ramificatosi a Ferrara, Ancona, Rovigo e Modena, qui per corruzione o miglior comodo del vernacolo fu detto talvolta de' Redelardi o Aldelardi. Divenuti in breve autorevoli, giunsero ad avere la custodia di una postierla della città che era presso le loro abitazioni, e più tardi ad avere quella importantissima del castello di Formigine, edificato dal comune di Modena o piuttosto rafforzato contro i bolognesi e i signorotti della nostra montagna e a difesa dei diritti d'acqua di Secchia contro i reggiani, che cominciavano ad imbizzarrire. La cronaca di S.Cesario racconta che quando nel 1188 furono scavate le fosse intorno a Modena, "ciò fu per una porta che tenevano li gentilhomini de' Redelardi" la quale porta era nella rua delle mura, dove avevano anche la casa que' di Medolla; e questo fu fatto perché il popolo non si fidava di detti gentiluomini; "et sappi che la Cerca stette un gran tempo per loro fossa", finisce. Di questa postierla non si fa menzionenella più o meno attendibile tradizione delle altre porte e rispettive palanche costruite nel secolo XII a spese de' Boschetti, Fredi, Grassoni, da Gorzano, Sassòli, Savignani, Pio, Rodeglia e loro aderenti.
Malfida fu sempre codesta turbolenta razza bulgara degli Adelardi a' governi popolari e comunali, e a' medesimi Estensi ancora. Nel 1318 Guglielmo Adelardi cedette infatti al legato del Papa il castello di Formigine, antemurale mantenuto con tutta gelosia dal comune di Modena. Il nostro popolo aveva già, presto e meglio de' suoi consoli, odorato i traditori.
A madonna Giovanna Adelardi nel 1251 devesi l'erezione del monastero di S.Chiara, nel suburbio: ma nel 1414 il casamento, con orto, che nella cinquantina di S.Barnaba possedeva Agnese (figlia ed erede del cav. Guglielmino degli Adelardi e di Ugone suo fratello), moglie d'Ugo Bojardo, fu venduto alle monache che vollero trasportarvisi dal luogo già loro donato da Nicolò degli Adelardi fuori di porta Bazohara. Ciò fecero esse per liberarsi dalle frequenti pericolosissime invasioni d'acque ne' sobborghi e più dalle licenze delle soldatesche, specialmente dopochè le masnade papaline guidate da Versuzio Lando avevano forzate l'abbadessa Rangoni a rinnovare l'episodio di S.Chiara coi saraceni, temperando i furori di que' venturieri colla maestà dell'ostia sacrata. Fra i fondatori dell'ordine cavalleresco, o della milizia della gloriosa V.M. detta dei cavalieri gaudenti che aveva casa in Modena e nel quale molti nostri cittadini erano arruolati, trovasi un Riniero degli Adelardi. Il ramo di Modena parrebbe estinto nel secolo XV; nella metà poi del XVI erano alla corte di ferrara scalchi e famigliari di cognome Adelardi, come risulta da carte del nostro archivio di stato.
Sono da rimarcarsi una delle facciate dell'ora caserma di S.Chiara; un giorno convitto dei PP. Gesuiti, da' fondamenti eretto per essi a spese di Francesco IV d'Austria d'Este nel 1841, con disegno dell'ing. Giovanni Lotti, ora sede in parte del comando del presidio, e un lato dell'antico palazzo del fine del secolo XV dei conti Sertorio, al presente dei marchesi de' Buoi, in ottimo stato di conservazione grazie agli intelligenti restauri dell'antecessore degli ultimi proprietarii, il march. Lodovico Coccapani Imperiale. Anche un fianco di una delle case Castelvetro, ove nacque il celebre Lodovico, prospetta in questa contrada, come indica una epigrafe V. art. Muro.
Quella porzione poi dell'Adelarda rinserrata fra le case de' Buoi e Sacerdoti fu detta per qualche tempo erroneamente contrada delle Grazie per esservi poco lontana la chiesa omonima e per la tradizionale trascuratezza, confermata dall'opera degl'imbianchini che furono lasciati spadroneggiare da chi aveva a dare la dovuta importanza alle qualifiche de' pubblici tramiti.

Volta o Postierla Adelarda
Scomparsa, forse anche prima delle altre porte soppresse per le fortificazioni Erculee del secolo XVI.

Viottolo o Sdrucciolo o Salita degli Adelardi
Dalla contrada S.Agostino, fra le chiesa delle Grazie e l'oratorio S.Bernardino nella casa Marverti, mette alle mura in continuazione della contrada Adelarda. Non ha lapidetta indicatrice.
Si sa che i nobili e potenti modenesi abitavano e custodivano le porte fortificate della città che, nei tempi medioevali foggiate a guisa di castelli, facilitavano ai partiti l'entrare e l'uscire dal recinto e il possesso di punti strategici ne' borghi. Gli Adelardi avevano le loro abitazioni intorno e anche sopra la volta della postierla che da essi prendeva il nome nella rua del muro (presso a poco dove al presente sono la caserma S.Chiara e le suderie Sacerdoti) e sulla Cerca, un ponte detto per antonomasia "de Redelardis". Nel 1188 la città fu estesa dalla villa degli Adelardi fin dove al presente sono le fosse. A quell'epoca potrebbe assegnarsi la stabile denominazione della rua del muro.