venerdì 12 gennaio 2018

Luigi Guicciardi


Modenese, insegnante di liceo e critico letterario, Luigi Guicciardi è il creatore del commissario Cataldo, poliziotto al centro di una serie di mystery: "La calda estate del commissario Cataldo"; "Filastrocca di sangue per il commissario Cataldo" – entrambi finalisti al Premio Scerbanenco – "Relazioni pericolose per il commissario Cataldo" (2001), "Un nido di vipere per il commissario Cataldo" (2003), "Cadaveri diversi" (2004, Piemme); "Occhi nel buio" (2006), "Dipinto nel sangue" (2007), "Errore di prospettiva" (2008), "Senza rimorso" (2008), "La belva" (2009), "La morte ha mille mani" (2010) per Hobby&Work; "Una tranquilla città di paura" (2013, LCF Edizioni); "Le stanze segrete" (2014), "Paesaggio con figure morte" (2015) e "Giorni di dubbio" (2016), Una tranquilla disperazione (2017) per Cordero Editore. 
Ha contribuito all’antologia "Scosse. Scrittori per il terremoto", (Felici Editore, 2012).



Trentaquattro anni, bionda, occhi verdi, sportiva, intelligente, Lea Ghedini, modenese, sovrintendente di polizia, avrebbe più di un motivo per essere contenta della propria vita. Soprattutto adesso che, dopo quindici anni di lontananza, è stata appena trasferita alla questura della sua città. E invece no: l'anziana madre, con cui vive, muore all'improvviso. Crisi cardiaca, dice il medico: prevedibile. Ma lei ha dei dubbi. Anche perché, nei giorni seguenti, cominciano a morire, in modi diversi, alcune persone che lei ha conosciuto quindici anni prima. E che potrebbero essere connesse, come la madre, a un antico fatto di cronaca nera. Divisa tra desiderio di indagare e paura di sapere, Lea non può che ricorrere al suo superiore, il commissario Cataldo, al culmine della maturità professionale, ma incupito da un'intima pena, che condiziona la sua vita privata.

Un'indagine difficile, retrospettiva. Rapporti vecchi di anni e nuovi delitti, gente che non ricorda o che non vuole parlare, individui collegati da legami equivoci. Un intrico di passioni, di interessi, di omertà. Lea con i suoi ricordi, Cataldo con la sua esperienza sono costretti a ricucire tutto a forza di indizi insignificanti, di parole sfuggite inavvertitamente, di ipotesi azzardate, in una corsa disperata contro il tempo. E insieme a loro il lettore vive lo stesso tormento di brancolare nel buio e, fino all'ultimo,  di vedere impunita una serie di omicidi freddi e spietati.